L’ABC della chirurgia bariatrica

Photo©: Empower Study

Via via che si chiariscono sempre più i meccanismi eziologici dell’obesità, divengono altrettanto evidenti i motivi per cui, per molte persone, perdere grasso corporeo e mantenere il risultato conseguito attuando soltanto cambiamenti di tipo comportamentale possa essere così difficile.

Le terapie esistenti hanno dimostrato un’efficacia modesta ed anche lo studio di nuovi farmaci che siano allo stesso tempo maneggevoli e affidabili sul lungo periodo non sembra dare luogo, per ora, a grandi speranze.

Questo è dovuto al fatto che i sistemi di regolazione dell’energia (i sistemi cioè che presiedono al modo con cui l’organismo immagazzina e/o brucia l’energia) sono strettamente interconnnessi con altri processi vitali del corpo umano e pertanto il fatto di andare a interferire con questi sistemi porta quasi inevitabilmente allo sviluppo di gravi effetti collaterali.

L’unico modo che si è trovato sinora per aggirare questi problemi e garantire a determinati tipi di pazienti un dimagrimento duraturo, è costituito dalla chirurgia bariatrica. Ma è davvero tutto oro quello che luccica?

Continua a leggere

La fame come modalità di comunicazione

Photo©: Diana Pinto

Forse non ci avete mai fatto caso, ma la fame può essere una modalità di comunicazione.

Facciamo qualche esempio. Quando le persone digiunano a scopo terapeutico, dietro prescrizione medica, in realtà stanno conversando con il loro corpo.

Lo stesso dicasi quando digiunano per motivi religiosi.
Quando un cattolico, o un musulmano, o un ebreo, digiuna per osservare una regola religiosa, in realtà sta comunicando qualcosa al suo Dio per tramite del suo digiuno.

Si tratta, in questi casi, di comunicazioni private, spesso silenziose, ma si tratta comunque di comunicazioni.

Continua a leggere

Anoressia + Antidepressivi SSRI = Osteoporosi

Photo©: BikWido

E’ noto a tutti che uno degli effetti collaterali più gravi dell’anoressia è costituito dall’osteoporosi, una forma di rarefazione ossea che aumenta la fragilità delle ossa ed il rischio di fratture patologiche.

L’osteoporosi, che in condizioni normali è un problema che affligge di solito donne anziane in età post-menopausale, nel caso dell’anoressia pare essere legata alla menopausa funzionale indotta dalla malattia (che tipicamente include tra i suoi sintomi anche la sospensione del ciclo mestruale). Proprio a causa di questo problema, si è soliti consigliare alle pazienti che soffrono di anoressia da più di due anni, di sottoporsi a uno screening diagnostico per l’osteoporosi mediante l’esecuzione di una densitometria ossea.

In questi ultimi mesi, una nuova allarmante notizia rimbalzata sulla stampa medica, aumenta improvvisamente la posta in gioco del problema.

Continua a leggere

Level 47 cerca aiuto

Graphics©: Level 47

Dalla Germania ci arriva una richiesta di collaborazione che ritrasmettiamo.

La rivista berlinese Level 47 sta preparando un numero sul cibo, l’alimentazione, la tavola (e relativi disturbi), riferiti al contesto italiano.

Per questo motivo la redattrice Alice Romoli cerca persone che abbiano una esperienza diretta o indiretta, riferita ad un disturbo dell’alimentazione, che accettino di farsi intervistare anonimamente su Level 47.

Sempre per questo numero di Level 47, si cercano artisti e/o illustratori che abbiano lavorato con il tema del cibo per illustrare le pagine in oggetto.

Ogni collaborazione sarà benvenuta.

Cut! I numeri dell’autolesionismo

 Photo©: CUT The Movie

In America li chiamano cutters che significa taglierini, ma potrebbe anche essere tradotto come tagliatori, o burners che potremmo tradurre come bruciatori. Da noi il termine esatto è autolesionisti.

Sono persone, più spesso adolescenti, che nei momenti di stress, di disperazione, di rabbia, di angoscia, di noia si auto-procurano delle piccole lesioni cutanee, mai troppo gravi, ma sufficienti a lasciare cicatrici talora permanenti.

La lesione può essere procurata con temperini, forbicine, o lamette (da qui il termine cutters), ma anche con spilli, aghi, o addirittura bruciandosi con la brace della sigaretta o la fiamma dell’accendino (burners), ed in molti altri modi ancora.

Ma perchè lo fanno?

Continua a leggere

Pro-ANA. Non è un virus informatico!

Photo©:Pro Ana (dot) US

Pro-Ana (abbreviazione per Pro-Anoressia), è un termine che fu coniato una decina di anni or sono per identificare una serie di siti Internet che sembravano promuovere l’Anoressia e la Bulimia (Pro-Mia) come una scelta ed uno stile di vita e avevano lo scopo di permettere alle persone che soffrivano di anoressia di entrare in contatto tra loro.

Il fenomeno giunse all’attenzione dei media intorno al 2001 e fu subito (mal) interpretato come un modo per fare proseliti e per creare un movimento a favore dell’anoressia. La notorietà non tardò pertanto ad arrivare. E con questa anche i giudizi trinciati sommariamente tanto dagli opinionisti come pure dalla gente comune.

A seguito di questa attenzione mediatica le visite ai siti marchiati come Pro-Ana e Pro-Mia si moltiplicarono e questo portò, allo stesso tempo, sia effetti positivi che negativi.

Continua a leggere

Omosessuali maschi più a rischio di DCA?

Graphics©: ENO

Queste almeno sarebbero le conclusioni cui è giunto un recente studio della Mailman School of Public Health della Columbia University di New York che ha indagato 516 nuovi cittadini trasferitisi a NY city di cui 126 esclusivamente eterosessuali e gli altri in parte bisessuali e in parte omosessuali.

Secondo gli autori dello studio, pubblicato nello scorso aprile, ed unico finora nel suo genere, almeno il 15 per cento degli omosessuali e dei bisessuali di sesso maschile hanno riferito di aver sofferto in qualche momento della loro vita di un disturbo del comportamento alimentare. Un problema analogo è invece stato riferito solo dal 4 per cento degli uomini eterosessuali.

Sempre secondo gli autori il motivo non sarebbe da ricercarsi nel fatto di essere omosessuali.

Continua a leggere

La triade patologica dell’atleta di sesso femminile

Graphics©: Coolsvstar650

Detto così non è altro che una brutta traduzione dell’inglese: The Female Athlete Triad, ma il concetto che questa definizione esprime emerge chiaramente lo stesso.

Stiamo parlando di una sindrome recentemente descritta in atlete di sesso femminile (da qui il nome) che in breve tempo si è conquistata una grande notorietà nel mondo dello sport professionistico.

Ma procediamo con ordine.

E’ noto da molto tempo che la struttura di personalità che predispone una donna ad emergere nel mondo dello sport professionista pare predisporla anche a contrarre un disturbo del comportamento alimentare.

Continua a leggere

Grassi e sani, vero o falso?

Photo©: Amazon.com

Essere in sovrappeso sembra non essere più quella situazione ad alto rischio di malattia e di morte che per anni i ministeri della salute dei governi occidentali hanno ritenuto che fosse.

Uno studio pubblicato due anni fa da Katherine Flegal, ricercatrice dei Centers for Disease Control (il massimo organismo di ricerca epidemiologica degli Stati Uniti) ha infatti eseguito una nuova analisi statistica sui dati ricavati da un’indagine nazionale sull’obesità.

I risultati sono a dir poco sorprendenti; il rischio di morte degli adulti definiti in sovrappeso (ma non obesi, attenzione!) sarebbe inferiore a quello degli individui con peso normale.

Continua a leggere

© Copyright - Anoressia Bulimia | Dr. Fabio Piccini | Medico, Psicoterapeuta e Psicoanalista
Prenota una consulenza