Photo©: Basil Gloo

Che un’immagine valga più di mille parole è cosa nota. Ma avete mai pensato di usare le immagini per controllare efficacemente il vostro peso? Se avrete la pazienza di leggere oltre vi spiegherò come fare.

Da diversi anni sto esplorando gli usi terapeutici della fotografia in particolare nella terapia dei disturbi del comportamento alimentare e una delle prime scoperte che ho fatto è come le fotografie possano essere usate come medium di motivazione, controllo e verifica in tutta una serie di disturbi.

L’esempio più evidente è l’utilizzo di una fotocamera per controllare l’introito dei cibi negli obesi a dieta. Esistono una serie di studi controllati che dimostrano come il fatto di fotografare i propri pasti prima di consumarli aiuti gli obesi ad aderire alle prescrizioni dietetiche.

Avevte mai pensato di fare la stessa cosa prima di un’abbuffata? Può sembrarvi una cosa bizzarra? Beh, provateci e non ve ne pentirete. Io lo consiglio abitualmente alle mie pazienti bulimiche.

Un altro esempio di utilizzo della fotografia come aiuto terapeutico nei casi di DCA è quello di usare le immagini al posto del diario alimentare (sto scrivendo un libro in materia insieme a Patrizia Todisco).

Una delle cose più difficili da farsi è tenere regolarmente un diario alimentare (come consigliano la quasi totalità dei programmi terapeutici per DCA). Ma chi ha mai detto che il diario non possa essere un diario per immagini?

E’ sufficiente un telefonino dotato di fotocamera (che sicuramente avete sempre in tasca o in borsa) per scattare una foto di ogni cosa che ingerite. Le fotografie potranno poi essere scaricate e catalogate oppure semplicemente mostrate al terapeuta. Non è più semplice così che con un bloc notes?

12 Commenti

  1. Luna blu dice:

    Questo articolo ha fatto molto scalpore…cmq a me sembra abbastanza assurdo fotografare il cibo prima di mangiarlo…

  2. Fabio Piccini dice:

    Non tanto…Provare per credere…

  3. Polla dice:

    ..invece secondo me potrebbe essere una cosa utile.. un deterrente per le abbuffate e una presa di coscienza per quello che realmente si è mangiato sia che sia poco o tanto.. svolge appunto la funzione del diario alimentare però con un qualcosa in più.. credo che bisognerebbe provare!

  4. Ele.T. dice:

    Leggere queste cose sembra ricevere “un’illuminazione”. E poi? dopo la lettura cosa resta? Come mettere in pratica? io che tengo nascosto tutto ciò che mangio come posso fotografare ciò che ingoio prima di ingoiare? Come si può fare? Cosa devo pensare per arrivare a fotografare quello che voglio mangiare oppure ciò che sto per mangiare? Io non sono cosa mangio. Non lo so. Potrei fotografare e poi guardare le foto da sola? Mi vergogno. Se qualcuno mi vedesse in un momento di raptus potrei morire di vergogna. Si muore di vergogna?

  5. Fabio Piccini dice:

    E’ facile. Usa il telefonino per fotografare. Lo sai che in uno studio americano un gruppo di obesi cui l’unica prescrizione dietetica che gli era stata data consisteva nel fotografare il cibo prima di mangiarlo persero spontaneamente il 10% del loro peso corporeo in tre mesi?
    I giornali pubblicizzarono la scoperta chiamandola “flash diet” (perchè essendo le foto fatte in interni avevano usato il flash per scattarle).
    Quindi come vedi funziona.
    E comunque no. Non si muore di vergogna…

  6. 19....87 dice:

    Si certo.. perchè ovviamente una persona, in preda ad un attacco bulimico ha il “tempo” e la “consapevolezza” di prendere il cellulare e fotografare tutto????
    No. Non lo si fa.
    ASSURDO!

  7. Ilaria dice:

    Apprezzo l’idea e mi fido dell’esperienza del dottore, ma sinceramente condivido la perplessità del post precedente. Quando sono vittima della frenesia bulimica non riesco a fare null’altro se non cedervi… se avessi modo di fare queste foto probabilmente avrei anche modo di fermarmi abbastanza da non abbuffarmi, ma ciò non accade purtroppo.

  8. jessica dice:

    non è male come idea. . . solo che come dice 19…87 nel momento di un attacco di fame, non so se riusciurei a prendere il cellulare e fotografare ciò che mangio.,. in quei momenti è come se il cervello si disconnettesse … ma comunque ci voglio provare…

  9. Fabio Piccini dice:

    Certo, ho premesso che non è per tutti. Se vi dessi i risultati della sperimentazione che sto facendo con pazienti obesi affetti da BED vi sosprenderei. Ma mi limito a dirvi, provate…
    E’ semplicemente uno strumento in più.

  10. marco del re dice:

    Geniale doc.
    non passavo di qua da mesi e all’improvviso mi è tornata la voglia. capisco tutte e condivido molte delle contestazioni che sono state fatte, ma resto convinto che l’idea, per quanto apparentemente strampalata, possa funzionare. muovendo invisibili tastini? agendo su minuscoli rubinetti interni? boh, ci provo e ti so dire. telefonino in mano e via. poi magari quando le scaricherò sul piccì mi verrà un colpo e forse quel colpo muoverà qualcosa. stavo pensando di fotografarmi, ma non credo di essere ancora pronto all’autogogna mediatica. molto meglio la tua idea. niente da fare, sei un grande.

  11. Fabio Piccini dice:

    Bentornato Marco.
    In realtà il sistema funziona talmente bene che quest’anno dedicherò la totalità dei miei workshop di Auto-Foto-Terapia all’insegnamento di queste e altre tecniche per il controllo del peso, la ri-costruzione del proprio corpo e dell’immagine di sè.
    Come puoi vedere nel mio blog:
    http://fabiopiccini.wordpress.com/2011/02/26/workshop-auto-foto-terapia/

  12. anger dice:

    Provare non costa nulla, ma sono molto perplessa anche io . Cosa si fa?Si fotografano i singoli alimenti e poi si guardano le foto? O si deve fare un collage? Bò!

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