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	<title>Anoressia - Bulimia</title>
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	<description>il sito sui Disturbi del Comportamento Alimentare</description>
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		<title>Alimentazione e malattie psichiatriche</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 13:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Piccini</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG Anoressia]]></category>

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		<description><![CDATA[Photo©: Wyman M. Loke
Può quello che mangiamo influenzare il nostro stato psichico?  Da un editoriale recentemente apparso sull&#8217;American Journal of Psychiatry pare che la risposta possa essere un energico CERTO CHE SI&#8217;!
Un articolo, apparso nel numero di marzo di quest&#8217;anno, dal titolo Nutrition and Psychiatry a firma di Marlene Freeman, sostiene infatti che una corretta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2010/05/4152549748_9499b6475d_b.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-597 alignnone" title="4152549748_9499b6475d_b" src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2010/05/4152549748_9499b6475d_b-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>Photo©: Wyman M. Loke</p>
<p>Può quello che mangiamo influenzare il nostro stato psichico?  Da un editoriale recentemente apparso sull&#8217;<em><a href="http://ajp.psychiatryonline.org/">American Journal of Psychiatry</a></em> pare che la risposta possa essere un energico CERTO CHE SI&#8217;!</p>
<p><span id="more-592"></span>Un articolo, apparso nel numero di marzo di quest&#8217;anno, dal titolo <em><a href="http://ajp.psychiatryonline.org/cgi/content/full/ajp;167/3/244">Nutrition and Psychiatry </a></em>a firma di Marlene Freeman, sostiene infatti che una corretta alimentazione può addirittura ridurre l&#8217;incidenza dei disturbi psichiatrici.</p>
<p>Riprendendo alcune idee espresse in una serie di altri articoli apparsi sulla rivista, l&#8217; ultimo dei quali, sull&#8217;<em><a href="http://ajp.psychiatryonline.org/cgi/content/abstract/167/3/305">associazione tra disturbi d&#8217;ansia e dieta occidentale</a></em> (a base di cibi fritti farine raffinate e prodotti dolcificati con zucchero),  risalente a gennaio 2010 la Freeman presenta alcuni dati che fanno pensare.</p>
<p>Pare infatti che sia possibile dimostrare delle associazioni tra determinate modalità di alimentazione e determinati disturbi psichiatrici.  Ad esempio, la dieta meditteranea proteggerebbe dall&#8217;insorgenza di sintomi depressivi. Il contrario varrebbe invece per la dieta tradizionale dei paesi ricchi (dove abbondano carni rosse, cibi elaborati, pane bianco, e dolciumi e scarseggiano frutta e verdura).</p>
<p>Questo mi fa venire in mente una ricerca fatta qualche anno fa dall&#8217;amministrazione carceraria statunitense, in cui si era dimostrato senza ombra di dubbio come l&#8217;introduzione di una dieta priva di carne nella mensa di un carcere aveva comportato una sensibile diminuzione del comportamento aggressivo dei detenuti.</p>
<p>O ancora, <a href="http://www.orthomolecular.org/library/articles/webach.shtml">alcuni studi degli anni novanta</a> sull&#8217;associazione tra comportamenti aggressivi e introduzione di minerali con la dieta.</p>
<p>E&#8217; chiaro che  questi dati non devono essere letto come un rapporto di causalità diretto (del tipo: se mangi queste cose ti viene la depressione, o l&#8217;ansia, etc.). Ma certo significano che le persone che consumano prevalentemente certi cibi alterano  l&#8217;equilibrio metabolico del loro Sistema Nervoso Centrale in qualche modo tale da renderli più sensibili allo sviluppo di disturbi dell&#8217;umore.</p>
<p>Probabilmente la causa è da ricercarsi nella alterata produzione di neuromediatori come serotonina o dopamina, o endorfine, ma questo non è stato ancora verificato.</p>
<p>E&#8217; però importante tener presenti questi studi, per sapere ad esempio che tipo di dieta consigliare ad una persona che soffra di disturbi ansiosi o depressivi.  O ancora che tipo di interventi preventivi mettere in atto in individui ritenuti a rischio di sviluppare questo tipo di malattie.</p>
<p>E&#8217; chiaro che il rischio di semplificare eccessivamente la materia esiste, ma è comunque vero che noi siamo ciò che mangiamo, quindi non è strano pensare che ad abitudini dietetiche diverse possano corrispondere stati emozionali differenti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>MBT le anti-scarpe dimagranti</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 07:34:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Piccini</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG Anoressia]]></category>

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		<description><![CDATA[Photo©: MBT
E&#8217; possibile dimagrire cambiando semplicemente le scarpe?
Se ci si limita a comperarle e a metterle nella scarpiera sicuramente no, ma se si decide invece di indossarle e di camminare la risposta sembra ovvia.
 Eppure alla MBT, azienda svizzera produttrice di calzature fisiologiche, recentemente sbarcata sul mercato italiano, sostengono che chi indossa regolarmente le loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.mbt.com/" title="marchiombt.jpg"><img src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2010/02/marchiombt.thumbnail.jpg" alt="marchiombt.jpg" /></a>Photo©: MBT</p>
<p>E&#8217; possibile dimagrire cambiando semplicemente le scarpe?</p>
<p>Se ci si limita a comperarle e a metterle nella scarpiera sicuramente no, ma se si decide invece di indossarle e di camminare la risposta sembra ovvia.</p>
<p><span id="more-586"></span> Eppure alla <a href="http://it.mbt.com/">MBT</a>, azienda svizzera produttrice di calzature fisiologiche, recentemente sbarcata sul mercato italiano, sostengono che chi indossa regolarmente le loro scarpe consuma più calorie di chi indossa scarpe normali.</p>
<p>Ed una serie di studi eseguiti in prestigiose Università mondiali (Calgary, Stanford, Friburgo, Salisburgo) sembrano dimostrare che è proprio così.</p>
<p><a href="http://it.mbt.com/" title="mbt1.jpg"><img src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2010/02/mbt1.jpg" alt="mbt1.jpg" /></a>Graphics©:MBT</p>
<p>Non fraintendiamo. Le <a href="http://it.mbt.com/">MBT</a> non sono state progettate con questo scopo.</p>
<p>In realtà il loro scopo è quello di migliorare la postura del corpo e l&#8217;andatura creando una base di appoggio instabile che costringe il corpo ad una serie di continui adattamenti muscolari che portano ad un incremento dell&#8217;attività muscolare nel corso sia della postura eretta che della camminata (fino al 19% per certi gruppi muscolari).</p>
<p>Questo risultato viene ottenuto mediante l&#8217;uso di un&#8217;intersuola morbida ed un pò instabile e di una suola &#8220;a barchetta&#8221; che la contiene. La combinazione di queste due soluzioni porta ad una andatura che simula la camminata su terreno sabbioso.</p>
<p>Gli impercettibili adattamenti che l&#8217;organismo è costretto a fare per mantenere l&#8217;equilibrio sono responsabili degli effetti positivi, ivi compeso l&#8217;aumentato consumo calorico, che è semplicemente da attribuirsi all&#8217;aumentata attività muscolare.</p>
<p><a href="http://it.mbt.com/" title="mbt2.jpg"><img src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2010/02/mbt2.jpg" alt="mbt2.jpg" /></a></p>
<p>Le <a href="http://it.mbt.com/">MBT</a> sono indicate, oltre che per migliorare la postura e la comodità della camminata nell&#8217;uso quotidiano, anche per il recupero muscolare dopo allenamenti sportivi, e per la riabilitazione motoria ed il recupero funzionale dopo interventi chirurgici sull&#8217;apparato osteo-muscolare e sui legamenti.</p>
<p>Incuriosito dalle richieste di alcuni pazienti ho contattato i responsbili della filiale italiana (sul cui <a href="http://it.mbt.com/">sito internet</a> si possono trovare un&#8217;infinità di informazioni utili) i quali si sono dimostrati assolutamente gentili e competenti e mi hanno fornito una documentazione scientifica assolutamente convincente.</p>
<p>Del resto, se anche solo le MBT mantenessero la metà di quello che promettono&#8230;sono davvero l&#8217;Uovo di Colombo.</p>
<p>Per questo motivo credo proprio che le proverò.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La ragazza di pagina 194</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Piccini</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG Anoressia]]></category>

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		<description><![CDATA[Photo© Glamour Magazine
E&#8217; possibile fare la modella non essendo una taglia 40?
Incredibile ma vero, Lizzie Miller (anni: 20 &#8211; altezza: 1,80 cm. &#8211; peso: 80 kg.) c&#8217;è riuscita.
L&#8217;idea è venuta a fine estate alla rivista Glamour USA, perchè non mettere la foto di una modella oversize per illustrare un articolo sull&#8217;autostima e il sentirsi bene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://abcnews.go.com/Entertainment/BeautySecrets/story?id=8463526" title="http://modablog.girlpower.it/modelle/lizzie-millerpeso-80-kg-e-faccio-la-modella/"><img src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2009/12/lizzie-miller.thumbnail.jpg" alt="lizzie-miller.jpg" /></a>Photo© Glamour Magazine</p>
<p><strong>E&#8217; possibile fare la modella non essendo una taglia 40?</strong></p>
<p>Incredibile ma vero, Lizzie Miller (anni: 20 &#8211; altezza: 1,80 cm. &#8211; peso: 80 kg.) c&#8217;è riuscita.</p>
<p><span id="more-582"></span>L&#8217;idea è venuta a fine estate alla rivista <a href="http://www.glamour.com/health-fitness/blogs/vitamin-g/2009/08/on-the-cl-the-picture-you-cant.html"><em>Glamour</em> USA</a>, perchè non mettere <strong>la foto di una modella oversize</strong> per illustrare un articolo sull&#8217;autostima e il sentirsi bene nel proprio corpo?</p>
<p>E così Lizzie, viso angelico e <strong>corpo da Venere del Botticelli</strong>, è finita a pagina 194 di Glamour.</p>
<p>Sembrava un articolo come tanti altri e mai la rivista si sarebbe aspettata tanto clamore da una simile scelta redazionale,</p>
<p>Ed invece non è andata così. Nel giro di qualche settimana su tutti i blog al femminile della rete si è scatenata <strong>un&#8217;euforia collettiva</strong> che aveva per tema un grido comune: <em>basta con la taglia quaranta</em>!!!</p>
<p><a href="http://www.dailymail.co.uk/femail/article-1210814/Lizzie-Millers-Glamour-magazine-shoot-How-models-picture-shook-world-flabby-tummy-all.html" title="http://www.dailymail.co.uk/femail/article-1210814/Lizzie-Millers-Glamour-magazine-shoot-How-models-picture-shook-world-flabby-tummy-all.html"><img src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2009/12/lizzie-miller-1-210x300.jpg" alt="lizzie-miller-1-210x300.jpg" /></a>Photo©: GlamourMagazine</p>
<p>Al di là dei facili entusiasmi (non basta una fotografia a cambiare i modelli del mondo della moda), il caso Lizzie Miller ha dimostrato con i fatti una verità lapalissiana, e cioè che le donne sono stanche di doversi torturare per mantenersi all&#8217;interno di taglie innaturali.</p>
<p>Non a caso, a seguito delle foto apparse su Glamour <strong>Lizzie ha ricevuto decine e decine di proposte di lavoro</strong> ed in pochi mesi è divenuta una modella strapagata.</p>
<p>Nuovo simbolo della rivoluzione delle taglie <em>Medium</em> e <em>Large </em>Lizzie ha continuato a mietere successi anche nelle settimane della moda milanesi.</p>
<p>E&#8217; ancora troppo presto per parlare di un vero cambiamento di rotta, ma certo il fenomeno Lizzie Miller rappresenta <strong>l&#8217;inizio di un nuovo corso</strong>, percorribile e benvenuto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dedicato a me stessa&#8230;</title>
		<link>http://www.anoressia-bulimia.it/2009/10/19/dedicato-a-me-stessa/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 06:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Piccini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[Bulimia]]></category>

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		<description><![CDATA[Photo©: Anna Fabroni
Eravamo lì. Sdraiati a terra. Guardavo il mio corpo e notavo che l&#8217; abbronzatura data da quella breve estate stava sfumando velocemente e faceva  contrasto vicino alla sua. Deglutivo con fatica, la mia gola era secca e tagliata.
Ma non mi importava&#8230; pensavo ai miei sogni e a quanto avrei voluto fermare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&amp;VideoID=27375423" title="2252835942_2ae737dc05_o.jpg"><img src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2009/10/2252835942_2ae737dc05_o.thumbnail.jpg" alt="2252835942_2ae737dc05_o.jpg" /></a>Photo©: Anna Fabroni</p>
<p>Eravamo lì. Sdraiati a terra. Guardavo il mio corpo e notavo che <strong>l&#8217; abbronzatura data da quella breve estate stava sfumando velocemente</strong> e faceva  contrasto vicino alla sua. Deglutivo con fatica,<strong> la mia gola era secca e tagliata</strong>.</p>
<p><span id="more-578"></span>Ma non mi importava&#8230; pensavo ai miei sogni e a quanto <strong>avrei voluto fermare il tempo</strong>, un pensiero estremamente banale ma che per me era strano perchè raramente vivevo attimi di pace assoluta</p>
<p>Si alzò ed io <strong>accesi una sigaretta che finiva veloce</strong> come quel momentaneo senso di benessere allora mi sdraiai di nuovo e come ormai in quel periodo succeda spesso mi addormentai. Quando riaprii gli occhi ero da sola, nuda e triste.<br />
<strong>L&#8217; ansia era tornata imponente</strong> nel corpo e di nuovo mi trovavo a galleggiare in un mondo che non capivo&#8230;</p>
<p><strong>Dovevo andare via</strong>.<br />
Volevo questo anche se sapevo che inutilmente i miei giusti pensieri mi si sarebbero ritorti contro.<br />
&#8220;<em>Devo studiare.Vado a casa</em>&#8221; dissi e con un bacio sfuggente salutai la mia salvezza.<br />
Salii in macchina e mi diressi a casa.</p>
<p align="left"><a href="http://www.flickr.com/photos/immaginiefoto/" title="costole.jpg"><img src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2009/10/costole.jpg" alt="costole.jpg" height="472" width="347" /></a>Photo©: Anna Fabroni</p>
<p>La mia casa che era ormai da tempo diventata la mia gabbia.<br />
Appena arrivata la mia mamma mi salutò con un abbraccio mi fece le solite domande a cui non avevo mai voglia di rispondere.stava stirando e io <strong>iniziai ad essere impaziente</strong>. Mi sdraiai sul divano sperando inconsciamente o volontariamente che lei se ne andasse per iniziare la mia lotta che gia sapevo avrei perso di nuovo.volevo combattere, ma era una battaglia persa.</p>
<p>La mia mente pensava razionalmente che la cosa giusta era alla mia portata dovevo aprire un libro e poi andare al mare ma allo stesso tempo era consapevole di come la sua voce fosse cosi bassa di fronte gli urli del mio animo.<br />
Mi affacciai dalla finestra per essere sicura che la macchina si fosse allontanata adeguatamente <strong>e mi diressi in cucina</strong>.</p>
<p>Alle 18 era finito tutto.<br />
Avevo riempito il mio vuoto e poi avevo materialmente rigettato via la mia ansia e la mia insoddisfazione, ero pronta per uscire.<br />
Alzai il telefono&#8221;<em>Amore dove sei? mi sono addormentata e nn ho sentita il telefono tutto bene?</em>&#8221;<br />
Il mentire era una costante&#8230;<br />
<strong>Non ero sincera mai con me stessa figuriamoci con gli altri</strong>.<br />
Ma a cosa davvero mi aveva portato a tutto questo???<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p><strong>Postato da: g.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>INFES e la vetrina vivente a Bolzano</title>
		<link>http://www.anoressia-bulimia.it/2009/10/08/infes-e-la-vetrina-vivente-a-bolzano/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 08:04:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Piccini</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG Anoressia]]></category>

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		<description><![CDATA[Graphics ©: INFES
La bellezza ideale è cambiata nel corso dei secoli, ma un ideale c’è sempre stato.
L’ideale dei giorni nostri ha però una particolarità rispetto al passato: non c’è mai stato prima un’ideale di bellezza così lontano dalla realtà.
 La tecnologia ci ha dato modo di fondere realtà e finzione, facendo sì che la bellezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.infes.it/it/home/" title="internet_ital.jpg"><img src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2009/10/internet_ital.thumbnail.jpg" alt="internet_ital.jpg" /></a>Graphics ©: INFES</p>
<p>La bellezza ideale è cambiata nel corso dei secoli, ma <strong>un ideale c’è sempre stato</strong>.</p>
<p>L’ideale dei giorni nostri ha però una particolarità rispetto al passato: <strong>non c’è mai stato prima un’ideale di bellezza così lontano dalla realtà</strong>.</p>
<p><span id="more-575"></span> La tecnologia ci ha dato modo di fondere realtà e finzione, facendo sì che la bellezza proposta dai media e quindi ammirata e rincorsa soprattutto dalle e dai giovani, sia in gran parte irraggiungibile, perché inesistente.</p>
<p>Alle giovani e ai giovani piace la moda. Ognuno di loro è diversa/o nel proprio aspetto e nel proprio essere e vorrebbe sottolineare la propria particolarità attraverso un proprio stile.</p>
<p>Con la questa iniziativa <a href="http://www.infes.it/it/home/"><strong>INFES</strong></a> non vuole criticare questo bisogno di rappresentazione, ma usare la rappresentazione per sottolineare la diversità e trasmettere alle/ai giovani partecipanti, che poi si faranno moltiplicatrici e moltiplicatori durante l’iniziativa, che vale più la pena ammirare e <strong>gioire della diversità e varietà</strong>, che non spendere energia individuale e collettiva per avvicinarsi ad uno stereotipo ideale.</p>
<p>La differenza tra figura ideale femminile e misure reali delle donne, secondo la British Medical Association, non è mai stata così grande. Il peso medio delle modelle fotografate dai giornali è inferiore del 20% rispetto al peso medio della popolazione. Questo trend lo si ritrova anche nei manichini che indossano gli abiti in vetrina.</p>
<p><a href="http://www.infes.it/it/home/" title="image006.jpg"><img src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2009/10/image006.jpg" alt="image006.jpg" height="307" width="589" /></a></p>
<p>Secondo un gruppo di ricercatori finlandesi <strong>la circonferenza dei manichini femminili è progressivamente diminuita negli ultimi 50 anni</strong>. I manichini hanno un girovita che è inferiore di 13,5 cm rispetto alla media reale e la circonferenza delle loro cosce misura in media 10 cm in meno di quella delle donne reali.</p>
<p>Se le donne avessero le misure dei manichini che vediamo abitualmente in vetrina, molte di loro non potrebbero avere funzioni corporee normali, quali le mestruazioni o una gravidanza. Secondo gli standard dell’OMS risulterebbero denutrite.</p>
<p>Il confronto quotidiano con modelle sottopeso e taglie minute fa crescere soprattutto nelle giovani donne la sensazione di essere troppo grasse o comunque non adeguate e non corrispondenti alle norme vigenti. Ne consegue una vasta <strong>scontentezza,</strong> che molte cercano di attutire con comportamenti alimentari malsani.</p>
<p>Anche gli uomini, pur in modo meno eccessivo, vengono confrontati quotidianamente con stereotipi ideali poco reali. <strong>I manichini maschili hanno in media le circonferenze del torace, del collo e della coscia più grosse degli uomini viventi</strong>. Negli uomini è spesso l’ambizione ad avere un corpo muscoloso che fa slittare in comportamenti alimentari poco sani.</p>
<p>Per tutti questi motivi, grazie alla collaborazione di un negozio particolarmente amato dai giovani <strong><em>Àttic</em></strong> sito in Corso Libertà, e con una classe di scuola superiore di Bolzano, <a href="http://www.infes.it/it/home/"><strong>INFES</strong></a> ha pertanto deciso che <strong>VENERDI&#8217; 16 OTTOBRE, </strong>in occasione della giornata mondiale dell&#8217;alimentazione,<strong> a Bolzano verrà allestita una vetrina vivente</strong> per una mezza giornata.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il primo libro di Laura</title>
		<link>http://www.anoressia-bulimia.it/2009/09/15/il-primo-libro-di-laura/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 13:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Piccini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG Anoressia]]></category>

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		<description><![CDATA[ Graphics©Mjrian Van de Meer
&#8220;La donna più bella che avessi mai visto mi sorrise.
Una ragazza molto gentile vestita di bianco le si avvicinò e mi prese dolcemente dalle sue braccia.
 Mi lavò e mi vestì con una delicatezza squisita, poi mi mise in una scatola trasparente e mi portò in una stanza piena di altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/autori/scheda-autore?autoreUUID=9a819594-314d-11de-8345-5fe00173f058" title="sandi.jpg"><img src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2009/09/sandi.thumbnail.jpg" alt="sandi.jpg" /></a>Graphics©Mjrian Van de Meer</p>
<p>&#8220;<em>La donna più bella che avessi mai visto mi sorrise.</em></p>
<p><em>Una ragazza molto gentile vestita di bianco le si avvicinò e mi prese dolcemente dalle sue braccia.</em></p>
<p><span id="more-573"></span> <em>Mi lavò e mi vestì con una delicatezza squisita, poi mi mise in una scatola trasparente e mi portò in una stanza piena di altre scatole trasparenti identiche a quella in cui stavo io.</em></p>
<p><em>Le pareti della stanza erano di vetro. Molte persone sorridenti, al di là del vetro,  guardavano dentro indicando una delle scatole trasparenti attorno alla mia.</em></p>
<p><em>Sorridevano tutti più che potevano. In fondo alla folla ci fu un fremito che poi continuò verso la prima fila; una scossa elettrica, ma di carne, come la vibrazione di un muscolo.</em></p>
<p><em>Qualcosa di umano stava passando in mezzo alla gente, muovendola.</em></p>
<p><em>Due di quelle piacevoli persone sorridenti in prima fila si fecero da parte. Contro la vetrata più vicina alla mia scatola trasparente si posarono i palmi dell&#8217;uomo più bello che avessi mai visto&#8230;</em>&#8221;</p>
<p>Inizia così <a href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/autori/scheda-autore?autoreUUID=9a819594-314d-11de-8345-5fe00173f058"><strong>il primo romanzo di Laura Sandi</strong></a> che ricevo con piacere dopo una lunga attesa.</p>
<p>Mondadori! Nientemeno per <strong>un&#8217;opera prima davvero molto originale</strong>. Un parto lungo ma dal finale lieto.</p>
<p>Il libro racconta <strong>la storia di Leda</strong>, una bambina un pò strana che vive in una famiglia singolare e un pò diversa da quella dei suoi primi ricordi. Il racconto si snoda attraverso la scoperta del mondo da parte di Leda e le difficili rivelazioni che questa comporta per una bambina che ha imparato che tutto quello che è, o sembra essere in un modo, può apparire anche in altri modi talora opposti tra loro, ma non per questo meno veri.</p>
<p>Una <strong>bella metafora della vita</strong>, per questo primo romanzo di Laura. <strong>Altamente consigliato!</strong></p>
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		<title>Fughe dal mondo: Hikikomori</title>
		<link>http://www.anoressia-bulimia.it/2009/08/31/fughe-dal-mondo-hikikomori/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 09:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Piccini</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG Anoressia]]></category>

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		<description><![CDATA[Photo©: James Withlow Delano NY Times
Colpisce prevalentemente giovani maschi. E&#8217; caratterizzata da ritiro sociale (minimo 6 mesi), fobia scolare (con ritiro dalla scuola), internet addiction (con inversione dei ritmi sonno veglia).Si chiama Hikikomori che in giapponese significa: reclusione volontaria in casa.
E&#8217; una malattia tipicamente giapponese, nel senso che è stata praticamente descritta solo in Giappone, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nytimes.com/2006/01/15/magazine/15japanese.html" title="15japan2184.jpg"><img src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2009/08/15japan2184.thumbnail.jpg" alt="15japan2184.jpg" /></a>Photo©: James Withlow Delano NY Times</p>
<p>Colpisce prevalentemente giovani maschi. E&#8217; caratterizzata da <strong>ritiro sociale</strong> (minimo 6 mesi), <strong>fobia scolare</strong> (con ritiro dalla scuola), <strong>internet addiction</strong> (con inversione dei ritmi sonno veglia).<span id="more-571"></span>Si chiama <strong>Hikikomori</strong> che in giapponese significa: <strong>reclusione volontaria in casa</strong>.</p>
<p>E&#8217; una malattia tipicamente giapponese, nel senso che è stata praticamente descritta solo in Giappone, almeno per ora&#8230;</p>
<p>Ma in Giappone colpisce circa il 2% dei giovani maschi con un totale di <strong>oltre un milione di casi</strong> attualmente censiti.</p>
<p>E&#8217; quella condizione per cui un adolescente o un giovane adulto dopo un fallimento sociale o scolastico sceglie di lasciare la scuola, il gruppo di amici e <strong>si rinchiude nella propria camera</strong> uscendone solo per svolgere le normali funzioni fisiologiche.</p>
<p>Le comunicazioni con il mondo avvengono di solito tramite internet cui spesso il ragazzo affida anche <strong>il diario della propria reclusione</strong> sotto forma di <a href="http://hikikomori.blog.dada.net/archivi/2003-10">blog</a>.</p>
<p><a href="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2009/08/15japan1650.jpg" title="15japan1650.jpg"><img src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2009/08/15japan1650.jpg" alt="15japan1650.jpg" height="402" width="586" /></a>Photo©: James Withlow Delano NY Times</p>
<p>L&#8217;Hikikomori è dunque un problema sociale ma è anche spesso legato a patologie psichiatriche precedenti o conseguenti a tale comportamento di evitamento fobico.</p>
<p>Le motivazioni paiono da ricercarsi nella forte competitività cui la società giapponese sottopone i giovani maschi nella scuola e nella società e alla vergogna conseguente agli eventuali insuccessi.  E così<strong>, chi si sente più debole, o meno adeguato, sceglie talora di fuggire dal mondo</strong> in questo modo.</p>
<p>Hikikomori rappresenta un problema molto grave per il trattamento del quale in Giappone sono stati fatti investimenti importanti, ma <strong>fino ad ora i risultati sono stati deludenti</strong>.</p>
<p>Non è pertanto azzardato paragonere l&#8217;Hikikomori dei giovani maschi giapponesi all&#8217;anoressia delle giovani donne europee o statunitensi.</p>
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		<title>Nuove dipendenze: l&#8217;Elioressia</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 11:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Piccini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[Bulimia]]></category>

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		<description><![CDATA[Photo©: iStockPhoto
Tanorexia. Così viene definita nei tabloid americani.  In quelli spagnoli viene invece definita Heliorexia. In Italia, in particolare in estate, non se ne parla affatto.
 Viene descritta come il bisogno ossessivo di esporsi al sole per conseguire una abbronzatura tropicale.
Secondo alcuni ricercatori questa esposizione al sole darebbe alle persone elioressiche una eccitazione simile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thefrisky.com/tag/sun/" title="images-2.jpg"><img src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2009/08/images-2.thumbnail.jpg" alt="images-2.jpg" /></a>Photo©: iStockPhoto</p>
<p><a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2006/05/13/AR2006051300034.html"><strong>Tanorexia</strong>.</a> Così viene definita nei tabloid americani.  In quelli spagnoli viene invece definita <a href="http://gandia.nueva-acropolis.es/pagina.asp?art=5531"><strong>Heliorexia</strong></a>. In Italia, in particolare in estate, non se ne parla affatto.</p>
<p><span id="more-568"></span> Viene descritta come il <strong>bisogno ossessivo di esporsi al sole</strong> per conseguire una abbronzatura tropicale.</p>
<p>Secondo alcuni ricercatori questa esposizione al sole darebbe alle persone elioressiche <a href="http://cancer.about.com/od/skincancermelanoma/a/tanorexia.htm">una <strong>eccitazione </strong>simile a quella che si ottiene dal consumo di certe droghe</a>.</p>
<p>E di fatto ci potremmo anche credere. Non sono forse stati gli americani a descrivere un pò di anni fa una sindrome chiamata <a href="http://www.codoil.co.nz/">SAD (Seasonal Affective Disease)</a> che in pratica era una sindrome depressiva dovuta alla scarsa esposizione ai raggi solari?</p>
<p><a href="http://images.google.com/imgres?imgurl=http://2.bp.blogspot.com/_HXSoCZF-13E/Smj6Udi6fQI/AAAAAAAAPns/19zda5ocAJo/s400/a267tanorexia_1.jpg&amp;imgrefurl=http://www.bellezaysalud.info/2009/07/la-tanorexia-sintomas.html&amp;usg=__IerC8uH-lNNckQQ_1xtABEK5yCI=&amp;h=275&amp;w=400&amp;sz=22&amp;hl=en&amp;start=20&amp;tbnid=IEGwRDB364JK8M:&amp;tbnh=85&amp;tbnw=124&amp;prev=/images%3Fq%3DTanorexia%26hl%3Den%26client%3Dsafari%26rls%3Den%26sa%3DX%26um%3D1&amp;um=1" title="a267tanorexia_1.jpg"><img src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2009/08/a267tanorexia_1.jpg" alt="a267tanorexia_1.jpg" height="227" width="329" /></a> Photo©:Beleza y Salud</p>
<p>Uno studio americano ha infatti dimostrato che l&#8217;abbronzatura ottenuta mediante esposizione causerebbe una dipendenza fisica responsabile di <strong>una vera e propria sindrome da astinenza</strong>. Il meccanismo sarebbe inoltre mediato da quelle stesse endorfine responsabili della astinenza da oppiacei.</p>
<p>Dunque ci sarebbe una motivazione per spiegare questo comportamento. <strong>Più abbronzati uguale più felici? </strong>Sarebbe bello se fosse vero.<br />
In fondo il sole è un antidepressivo che non costa nulla. Al pari di altri antidepressivi ha però <strong>alcuni effetti collaterali</strong>, il più famoso dei quali rimane il ben noto <a href="http://cancer.about.com/od/melanoma/p/melanomarisks.htm"><strong>melanoma cutaneo</strong></a>.</p>
<p>Nonostante sia ormai noto a tutti che <a href="http://www.webmd.com/skin-beauty/features/you-tanorexic"><strong>l&#8217;eccessiva esposizione solare causa danni al DNA cellulare </strong></a>che rappresentano il primo fattore di rischio per il melanoma cutaneo, ogni anno milioni e milioni di persone si espongono ossessivamente al sole. Perchè?</p>
<p>La risposta sarebbe da cercarsi proprio in questa <strong>dipendenza da sole</strong>: l&#8217;Elioressia.</p>
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		<title>Nuove terapie: i Club di Ecologia Sociale</title>
		<link>http://www.anoressia-bulimia.it/2009/07/05/nuove-terapie-i-club-di-ecologia-sociale/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 08:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Piccini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[Bulimia]]></category>

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		<description><![CDATA[Graphic©: Edizioni Erickson
Forse non tutti sanno che, nonostante la loro diffusione, i DCA rappresentano una delle malattie psichiatriche meno studiate dalla psichiatria ufficiale.
Il motivo di questa strana latitanza nasce in buona parte dal fatto che, non trattandosi di malattie aggredibili conn terapie farmacologiche, la ricerca sui DCA non può solitamente avvantaggiarsi dei finanziamenti messi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.erickson.it/erickson/product.do?id=1850" title="product_1850_f.jpg"><img src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2009/07/product_1850_f.thumbnail.jpg" alt="product_1850_f.jpg" /></a>Graphic©: Edizioni Erickson</p>
<p>Forse non tutti sanno che, nonostante la loro diffusione, i DCA rappresentano <strong>una delle malattie psichiatriche meno studiate</strong> dalla psichiatria ufficiale.<span id="more-562"></span></p>
<p>Il motivo di questa <strong>strana latitanza</strong> nasce in buona parte dal fatto che, non trattandosi di malattie aggredibili conn terapie farmacologiche, la ricerca sui DCA non può solitamente avvantaggiarsi dei finanziamenti messi a disposizione dalle aziende farmaceutiche.</p>
<p>Questo non significa però che non si faccia ricerca in questo ambito, nè che non vengano sviluppati e validati <strong>nuovi approcci terapeutici</strong>. Significa semlicemente che tutto va un pò al rallentatore ed è lasciato alla buona volontà e alla diponibilità di tempo (poco o per nulla retribuiti) dei singoli operatori.</p>
<p>Un nuovo approccio terapeutico molto promettente è attualmente quello offerto dal <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vladimir_Hudolin">metodo Hudolin</a></strong>.</p>
<p>Si tratta dell&#8217;applicazione ai disturbi alimentari del metodo ideato negli anni sessanta dallo <strong>psichiatra croato <a href="http://www.erickson.it/erickson/product.do?id=1850">Vladimir Hudolin</a></strong> che tanto successo ha avuto nel campo delle dipendenza da alcool.</p>
<p><a href="http://www.aicat.net/cms/chi-siamo/vladimir-hudolin/biografia.html" title="visnja_vladimir_hudolin.gif"><img src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2009/07/visnja_vladimir_hudolin.gif" alt="visnja_vladimir_hudolin.gif" /></a>Photo©: Archivio AICAT</p>
<p>L&#8217;originalità del metodo consiste nel fatto che il metodo Hudolin, così come viene regolarmente applicato nei <strong><a href="http://www.aicat.net/cms/">Club degli Alcolisti in Trattamento</a></strong> si basa su un approccio multifamigliare.</p>
<p>Questo significa che anzichè il soggetto o il suo gruppo famigliare, alle riunioni di gruppo partecipano diversi soggetti affetti dal problema insieme alle loro famiglie.</p>
<p>La coesione che si viene a creare nel gruppo unitamente al sostegno fornito dal leader (nel linguaggio dei Club: <strong>Servitore Insegnante</strong>) fanno sì che la discussione non si limiti semplicemente al problema specifico lamentato dai pazienti, ma si estenda anche alla vita quotidiana delle famiglie dei soggetti stessi e ai modi per affrontare insieme i problemi della dipendenza ma anche della vita di tutti i giorni.</p>
<p>Il successo avuto con gli alcolisti ha portato alcuni Servitori Insegnanti a tentare di applicare il metodo ai disturbi alimentari e così sono iniziati a nascere dei <strong>gruppi che accolgono pazienti affetti da DCA</strong> con le loro famiglie (definit per ora: Club di Ecologia Sociale).</p>
<p>Da qualche mese si sono così aperti a Belluno e a Rimini due Club che fanno capo a <a href="mailto:loris.burlon@alice.it">Loris Burlon</a> e <a href="mailto:battito.diali@libero.it">Ramona Di Muro</a>, tutte le famiglie interessate sono invitate!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il caso SanaVita-Crisalide è in aula</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 15:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Piccini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[Bulimia]]></category>

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		<description><![CDATA[ Photo©: LaRepubblica online
Ricordate ancora il caso Crisalide-Sanavita?
Tutto era iniziato con una serie di inchieste promosse da alcuni giornali ed un video della TELEVISIONE CANTONALE TICINESE  che fece molto discutere.
Il dieci giugno scorso la querelle è finalmente approdata in un&#8217;aula di tribunale, quello di Como per la precisione, dove il luganese Waldo Bernasconi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zeroviolenzadonne.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;type=news&amp;id=1486" title="Inchiesta bernasconi repubblica"><img src="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2008/05/cron_10795864_353201.thumbnail.jpg" alt="cron_10795864_353201.jpg" /></a> Photo©: LaRepubblica online</p>
<p>Ricordate ancora <strong>il caso Crisalide-Sanavita</strong>?</p>
<p>Tutto era iniziato con una serie di inchieste promosse da alcuni giornali ed<strong> <a href="http://www.anoressia-bulimia.it/wp-content/uploads/2008/05/16_9_curatetruffate_hs.rm" title="16_9_curatetruffate_hs.rm">un video della TELEVISIONE CANTONALE TICINESE</a></strong>  che fece molto discutere.</p>
<p><span id="more-561"></span>Il dieci giugno scorso la querelle è finalmente approdata in un&#8217;aula di tribunale, quello di Como per la precisione, dove il luganese <strong>Waldo Bernasconi </strong>e nove suoi presunti collaboratori (tra diretti ed indiretti) sono chiamati a  rispondere di diversi reati.</p>
<p>Primo fra tutti quello di <strong>associazione a delinquere finalizzata alla truffa</strong> per quanto riguarda certe attività svolte dagli imputati presso la Cascina Respau di Como e la clinica SanaVita di Breganzona dove, secondo gli inquirenti alcuni degli indagati si sarebbero resi colpevoli anche del reato di <strong>esercizio abusivo della professione</strong> medica e psicoteraeutica.</p>
<p>Quattro di essi dovranno infine rispondere anche di <strong>violenza sessuale ai danni di una dozzina di pazienti</strong>.</p>
<p>Nel complesso <strong><a href="http://www.zeroviolenzadonne.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;type=news&amp;id=1486">una serie di accuse molto gravi</a></strong> che, se dimostrate, porteranno a scenari di sentenze sia penali che civili molto delicate.</p>
]]></content:encoded>
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