Primo Intervento

16 dicembre 2007

Avete il dubbio o la certezza di soffrire di un Disturbo del Comportamento Alimentare?

Ecco cosa fare.

1. Per prima cosa non demoralizzatevi; per ogni problema c’è una soluzione.

2. Non crediate di essere le uniche persone al mondo a soffrire di un Disturbo Alimentare. Dal 3 al 5% delle ragazze in età compresa tra i 14 ed i 25 anni soffre di problemi alimentari. La maggior parte delle bellissime e magrissime modelle che vi ammiccano dalle pagine delle riviste di moda ne soffre!

3. Non demotivatevi! Cercate invece dentro di voi una buona motivazione per uscirne. Un trucco? Dividete un foglio bianco in due colonne; scrivete nella colonna di destra i vantaggi che ottenete dal vostro disturbo alimentare, nella colonna di sinistra scrivete invece gli svantaggi del vostro disturbo. Provate ad immaginare cosa scrivereste nello stesso foglio fra cinque anni, immaginando che nulla sia cambiato. E poi rifletteteci sopra.

4. Cercate di saperne di più sul vostro problema. Esistono in libreria molti testi semplici di informazione ed auto-aiuto sui Disturbi Alimentari. Ricordate che l’ignoranza uccide molto più della conoscenza. Andate alla lista dei testi di auto-aiuto disponibili in lingua italiana.

5. Cominciate ad occuparvi attivamente del vostro problema. Potete iniziare facendo gli esercizi che vi proponiamo alle pagine Autoaiuto.

6. Se avete deciso di uscirne una volta per tutte chiedete aiuto. Rivolgetevi per prima cosa al vostro medico di fiducia per una valutazione obiettiva delle vostre attuali condizioni.

7. Fatevi consigliare dal vostro medico il nome di uno specialista addestrato alla terapia dei Disturbi Alimentari oppure il nome di un centro ospedaliero convenzionato che tratti specificamente Disturbi Alimentari. Scaricate, in fondo alla pagina, la lista dei centri ospedalieri italiani che offrono programmi terapeutici per i Disturbi Alimentari.

8. Ricordatevi che il fatto di scegliere un ricovero piuttosto che un trattamento ambulatoriale dipende da delle condizioni ben precise. Non scartate in partenza l’idea del ricovero. Verificate le indicazioni al ricovero ospedaliero per valutare se e quanto riguardino il vostro caso.

9. Se decidete per una terapia ambulatoriale e vi viene proposta la scelta tra diversi terapeuti, scegliete il vostro con la pancia piuttosto che con la testa. Cercate cioè una persona che vi ispiri fiducia sin da subito; non tutti i terapeuti vanno bene per tutti i pazienti.

10. Diffidate di terapie che non affrontino direttamente le problematiche nutrizionali. I Disturbi Alimentari sono malattie a genesi multifattoriale in cui una buona parte dei sintomi è legata alle abitudini nutrizionali alterate. Non si può trattare un Disturbo Alimentare come se fosse solo un disturbo psicologico senza mettere cioè in atto opportune correzioni dello stile alimentare.

11. Non crediate che uno o più farmaci possano da soli risolvere il problema. Tutti i farmaci che sono stati sperimentati nella terapia dei Disturbi Alimentari sono infatti sempre stati associati a delle terapie psicologiche.

Se nonostante tutto vi sentite perse o disperate contattateci e – nei limiti del possibile – cercheremo di consigliarvi sul da farsi per aiutarvi a ritrovare la strada perduta.

Help me!

Centri ospedalieri italiani convenzionati con il SSN che offrono programmi specifici per la terapia dei Disturbi Alimentari.