Scelta del trattamento

12 marzo 2008

Come scegliere un trattamento per i DCA

Negli ultimi anni la terapia dei disturbi dell’alimentazione ha fatto passi da gigante.

Oggi siamo in grado di dire, con cognizione di causa, che circa il 70% dei pazienti affetti da Bulimia Nervosa possono essere trattati con successo, con forme d’intervento brevi della durata di circa 4-5 mesi, quali la Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT) e la Terapia Interpersonale (IPT).

Un buon numero di pazienti affetti da Bulimia Nervosa può inoltre essere curato con forme d’intervento ancora più semplici (Intervento Psicoeducativo, Auto-Aiuto e Auto-Aiuto Guidato) ed altri ancora possono essere curati con l’utilizzo di farmaci antidepressivi, anche se, quando questi vengono somministrati da soli (non associati cioè ad altra terapia) i risultati positivi non sembrano durare nel tempo.

Per quanto riguarda invece l’Anoressia Nervosa, soltanto una minoranza di pazienti (circa il 30%) risponde a forme di trattamento brevi o a singoli approcci terapeutici, mentre la maggior parte di loro necessita di forme di intervento più complesse e, spesso, anche di un periodo di ricovero ospedaliero più o meno lungo.

Ciò significa che l’intervento da privilegiare nella cura della Bulimia Nervosa è la Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT), mentre nell’Anoressia Nervosa è da scegliersi la CBT a lungo termine o la Psicoterapia Dinamica, da associarsi però, alla gestione dei sintomi ed eventualmente ad un intervento sulla famiglia.

Quando questi interventi falliscono, o quando le condizioni mediche di un paziente appaiono da subito molto scadenti, va considerato invece il ricovero in reparti di riabilitazione intensiva altamente specializzati.

Questo tipo di trattamento sembra essere necessario anche per un buon numero di soggetti affetti da Bulimia Nervosa, che non rispondono ai trattamenti più semplici.

In altri casi è necessario integrare la terapia ambulatoriale con un ricovero in reparti internistici o psichiatrici, per gestire eventuali complicanze mediche o psichiatriche acute.

Va detto anche che esiste un certo numero di soggetti (dal 10 al 25% a seconda degli studi), che pare non rispondere a nessuno dei trattamenti attualmente disponibili e che va incontro, pertanto, ad una inesorabile cronicità.

In questi casi, se da una parte è inutile accanirsi per cercare la guarigione a tutti i costi, è sicuramente utile, dall’altra, instaurare un’adeguata psicoterapia di supporto (individuale o di gruppo) ed un adeguato piano di management medico ambulatoriale.

Per quanto riguarda, infine, la cura dei soggetti affetti da BED (Binge Eating Disorder o Disturbo da Alimentazione Incontrollata), non siamo ancora oggi in possesso di dati che dimostrino un’efficacia a lungo termine dei trattamenti proposti, ma possiamo dire che tanto la CBT, quanto la IPT e i farmaci antidepressivi, sembrano essere efficaci (soprattutto se combinate tra loro).

In questi pazienti vanno inoltre sempre considerate le opzioni terapeutiche disponibili per l’obesità.

Vai alle linee guida per la terapia dei DCA.

 

(Modificato da: Garner D.M. , Dalle Grave R., Come scegliere un programma terapeutico specialistico in: Piccini F. (Ed.) Anoressia Bulimia Binge Eating Disorder, CSE, Torino 2000)