Esercizio fisico eccessivo

22 febbraio 2008

Una delle tecniche frequentemente usate dalla persone affette da DCA, per cercare di contenere il peso corporeo, consiste nel tentare di bruciare calorie attraverso l’esercizio fisico.

Quando però una persona che non conosce le mezze misure fa una cosa, è evidente che o non la fa, oppure la farà in modo esagerato, eccessivo.
Così proprio come avviene per la dieta, avviene anche per l’esercizio fisico.

Fare esercizio fisico, per le persone affette da DCA, significa quindi, di solito, sottoporsi ad estenuanti sedute di attività aerobiche come: ginnastica, danza, ciclismo, corsa etc., che possono arrivare a protrarsi anche per diverse ore al giorno, tutti i giorni, con una disciplina rigidissima.

E’ chiaro che una attività fisica condotta in questo modo, finisce per diventare eccessiva, nella misura in cui, una volta divenuta intoccabile (non è più possibile rinunciare alla seduta quotidiana, se non a prezzo di grandi angosce), comincia ad interferire con lo svolgimento delle normali attività quotidiane.

Non è facile infatti riuscire a trovare il tempo per studiare, lavorare, frequentare amici, se si deve contemporaneamente allenarsi per almeno due-tre ore al giorno.

Tra l’altro è stato dimostrato da alcuni ricercatori australiani, il fatto che l’esercizio fisico eccessivo può indurre una ulteriore soppressione del senso di fame.
In questo modo si rischia di alimentare un circolo vizioso che tende a mantenere, o peggiorare, un DCA.

Si è visto, invece, che quando la paziente comincia a recuperare peso, questo circolo vizioso si interrompe.

I rischi dell’esercizio fisico eccessivo sono, quindi, legati all’induzione di un ulteriore effetto digiuno, che porta ad un ulteriore deficit calorico-proteico e, conseguentemente, ad un peggioramento dello stato di denutrizione.

Fare attività fisica in condizioni fisiche precarie può essere, quindi, molto pericoloso: nel migliore dei casi avremo lo sviluppo di danni muscolari ed articolari; nel peggiore avremo: collassi cardio-vascolari e morte per scompenso cardiaco.