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DCA e gaslighting nella relazione di coppia

DCA e gaslighting nella relazione di coppia

Image©:artbykleitonDCA e gaslighting nella relazione di coppia

Oggi vi parlerò di DCA e gaslighting nella relazione di coppia. Se sei affetta da un disturbo del comportamento alimentare e sei in una relazione di coppia, potresti aver sentito frasi che all’apparenza sembrano “normali”, ma dentro ti lasciano confusa, colpevole, svuotata. Tipo: “Dai, non è successo niente.” “Te la stai inventando.” “Sei troppo sensibile.” “Stai soltanto facendo un dramma.” “Non hai davvero fame, è ansia.” “Non sei ‘così magra’, smettila.” “E vai pure in psicoterapia!” Ecco: questi sono tutti esempi del cosiddetto gaslighting.

Gaslighting significa una cosa precisa: una dinamica in cui l’altra persona mette ripetutamente in dubbio la tua percezione della realtà (pensieri, emozioni, ricordi, segnali del corpo), fino a farti pensare che il problema sei tu. Non è “una litigata”, né “un’opinione diversa”. È una distorsione sistematica dei tuoi vissuti: tu porti un’esperienza (“mi sento in ansia quando commenti il mio piatto”) e l’altra persona la riscrive (“sei tu che esageri, io scherzo”).

Nelle relazioni di coppia, il gaslighting è particolarmente potente perché si appoggia su due leve: la fiducia e l’intimità. Quando la persona che ami ti dice che stai sbagliando a sentire ciò che senti, spesso ci credi più facilmente che non se te lo dice uno sconosciuto. Ma perché chi soffre di un DCA è più esposta al gaslighting?

La risposta è semplice. Un DCA è come una lente deformante: “non fidarti della fame”, “non fidarti dello specchio”, “non fidarti delle emozioni”. Se questa base è già instabile, quando il partner aggiunge: “Sei paranoica, te lo inventi”, il dubbio si duplica. È come se ti togliessero anche l’ultima bussola.

Molte pazienti temono di essere “troppo poco”, “un peso”, “difettose”. In coppia questo può tradursi in: non dire, non chiedere, non disturbare. E il gaslighting funziona benissimo quando tu ti senti in debito o in colpa anche solo per il fatto di avere dei bisogni.

Nel nostro mondo è socialmente accettato che il partner commenti il corpo, il cibo, il peso e l’attività fisica. “Lo dico per motivarti.” “È per la tua salute.” Peccato che, in un DCA, questi commenti, anziché motivare, inneschino strategie di controllo, ansia, restrizioni, abbuffate, purging. Se poi lo fai notare e ti rispondono “sei tu che la vivi male” (ed ecco di nuovo il gaslighting).

Come si manifesta il gaslighting nella coppia quando c’è un DCA? Qui entriamo nel concreto: “gaslighting” è una parola grande, ma nella vita quotidiana assume facce specifiche.

Minimizzazione

Tu: “Quando dici che dovrei dimagrire mi si accende il DCA.”
Partner: “Ma figurati, era una battuta. Esageri sempre.”

Messaggio implicito: la tua esperienza non vale.

Ribaltamento

Tu: “Mi mette ansia se controlli cosa mangio.”
Partner: “Lo faccio perché sei fuori controllo. Se ti arrabbi, è perché hai qualcosa da nascondere.”

Messaggio implicito: se protesti, sei colpevole.

Negazione

Tu: “Ieri mi hai detto che sembravo gonfiə e che dovevo stare attentə.”
Partner: “Mai detto. Ti inventi sempre tutto.”

Messaggio implicito: non fidarti della tua memoria.

Colpevolizzazione

“Ti butto via questi cibi, ti fanno male.”
“Se mi amassi davvero, mangeresti meglio.”
“Se non cambi, non so se posso restare con te.”

Qui la cura diventa ricatto. E il ricatto diventa un acceleratore del DCA.

Isolamento

“Il tuo terapeuta ti mette contro di me.”
“Le tue amiche ti influenzano.”
“Quel centro DCA ti fa credere di essere malata.”

Messaggio implicito: non ascoltare chi ti dà strumenti, ascolta solo me.

In coppia si litiga, certo. E può capitare che qualcuno dica una frase infelice. Il gaslighting però è un pattern relazionale, non un episodio: si ripete, ti confonde, ti fa dubitare di te, e spesso porta a una relazione dove tu cammini sulle uova.

Un indicatore pratico: dopo averne parlato, ti senti più chiara o più confusa di prima? Se la relazione ti lascia sistematicamente confusa, in colpa e con la sensazione di essere “sbagliata” anche quando poni confini, vale la pena prenderla molto sul serio. Ma come puoi proteggerti da queste situazioni?

Ecco alcune frasi da tenere in mente e utilizzare con il partner per uscire dalla trappola del gaslighting. Tutte condividono lo stesso concetto: “Posso discuterne ma non posso essere smentita perché questo è ciò che sento”.

  • Non sto discutendo se provo questo: lo provo.”

  • “Possiamo parlare del fatto senza dirmi che me lo invento?”

  • “Se quando ti dico una mia sensazione minimizzi, la conversazione si ferma.”

  • “I commenti sul corpo e sul cibo non vanno bene per me.”

E se hai dei dubbi, fai un reality check con un terapeuta esperto in terapia dei DCA, un gruppo di autoaiuto o un’amica fidata. Il punto non è “mettere il partner in cattiva luce”, ma evitare che la tua realtà venga riscritta. Nelle coppie con DCA, spesso serve una regola base: niente commenti su peso, porzioni, “sgarri”, addominali, bilancia. Anche se “positivi”. Anche “che bella, sei dimagrita” può innescare il disturbo. Quando il partner non ascolta, ridicolizza, ti isola o ti ricatta, non è più “mancanza di sensibilità”: è una dinamica potenzialmente abusante. In quel caso, il supporto professionale e una rete esterna diventano fondamentali.