baby_0.jpgGraphics©: Miss Bimbo.com

Ormai sono settimane che è sulle prime pagine dei blog e dei newsmagazine d’oltremanica. E la tempesta mediatica che ha scatenato sembra aver dato i suoi frutti.

In Gran Bretagna ha già raccolto circa duecentomila utenti, oltre all’ostilità manifesta di milioni di genitori. In Francia, ha addirittura un milione e duecentomila giocatori.

E non è strano, perchè Miss Bimbo, il sito di cui tanto si parla attualmente in Gran Bretagna, è un gioco di realtà virtuale (tipo Second Life per intenderci) diretto a bambine in età compresa tra i nove ed i quattordici anni, il cui scopo è quello di vincere il titolo di Miss Bimbo, creando la lolita più bella, più magra, più alla moda, più sexy e più ricca del sito.

E allora? Dove sta il problema?

Secondo un articolo comparso sull’autorevole quotidiano inglese The Times, il problema sta nel fatto che Miss Bimbo (il gioco di ruolo messo in rete qualche mese fa da un giovane programmatore francese) propone alle bambine di immedesimarsi in personalità virtuali che, per raggiungere il loro scopo di conquistare il trono di Miss Bimbo possono acquistare (virtualmente, è ovvio) sul sito: pillole dimagranti, chirurgia plastica, biancheria sexy, trattamenti estetici, etc.

missbimbo1.pngGraphics©: Miss Bimbo.com

Insomma, propone modelli e vie di raggiungimento del “successo” non propriamente edificanti, nè tantomeno educativi (del tipo: il fine giustifica i mezzi…), oltre ad incoraggiare una visione del ruolo femminile degradata al ruolo di bambola sexy.

Su questo punto si sono scatenate le critiche provenienti da associazioni di genitori e da associazioni di pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare.

“Ma è soltanto un gioco, basato in maniera ironica sulle stesse regole che vigono nella vita di tutti i giorni…” si difende Nicholas Jacquart, ventitrè anni, creatore del gioco.

Il problema sta nel fatto che diverse bambine di dieci anni, dopo aver giocato, si sono rivolte ai genitori chiedendo di poter avere delle pillole dimagranti e di volere fare una visita da un chirurgo plastico… Se è vero che giocando si impara, non occorre essere degli psicologi infantili per capire la portata che un simile messaggio inviato ai bambini può avere.

080328-bimbo-angel-hmed-5phmedium.jpgGraphics©: Miss Bimbo.com

Una bambina della fascia di età quale è quella cui si rivolge il sito Miss Bimbo, non ha infatti gli strumenti critici e concettuali per comprendere l’ironia (sempre che di ironia si voglia parlare) presente nei messaggi proposti dal gioco del sig. Jacquard.

Ed il rischio è dunque che prenda talmente sul serio il gioco da pensare che questo è davvero uno specchio della vita reale e che merita di essere imitato.

Nel frattempo, il sig. Jacquard ha prudentemente rimosso dal gioco l’opzione delle pillole dimagranti, ma se provate a surfarci un pò troverete ancora chicche come:

“Dopo che hai rotto con il tuo ragazzo hai passato un pò troppo tempo ad abbuffarti, adesso è giunto il momento di mettersi a dieta!” (livello 7)

“L’estate è alle porte ed è il momento di prepararsi al bikini. Vuoi che i ragazzi in spiaggia ti vedano così?” (livello8)

missbimbo131.png Graphics©: MissBimbo.com

“Più grosso è più bello! Che ne diresti di prendere in considerazione un intervento di plastica mammaria?” (livello 11)

“C’è un miliardario in vacanza, devi riuscire ad attirare la sua attenzione e a conquistarlo!” (livello 17)

Il sito nasconde anche un’altra insidia: l’iscrizione iniziale è gratuita, ma per comperare abiti, cure di bellezza, servizi e quant’altro utile a rendere la propria bambolina bella e popolare servono i “bimbo dollari” e, quando il gruzzolo iniziale di 1000 unità è terminato, è possibile acquistare nuovo credito inviando sms che costano 1,5 sterline ciascuno.

Morale: un papà inglese ha fatto causa al sito dopo aver ricevuto una bolletta telefonica mostruosa, per colpa dei messaggi inviati dalla figlia di dieci anni, ignara dei costi del servizio di “Bimbo-ricarica”.

Mah?!? Miss Bimbo probabilmente arriverà in Italia nel giro di qualche mese.

E voi che ne pensate? Lascereste giocare le vostre figlie a questo gioco?

2 Commenti

  1. Federica dice:

    Non ho parole.
    Ma il genio che ha creato questo “gioco” ha figli? E soprattutto: esce mai di casa per rendersi conto di quello che avviene nel mondo reale e dei danni che fa?
    Oltre a essere scandaloso per la questione dei disturbi alimentari, trovo questo “gioco” un vero e proprio inno al sessismo…

  2. anger dice:

    “Ed il rischio è dunque che prenda talmente sul serio il gioco da pensare che questo è davvero uno specchio della vita reale e che merita di essere imitato”.
    Perché, la vita reale ti pare diversa?

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